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venerdì, ottobre 07, 2005

continua...

scherzo di alnilam | 12:15 | commenti



giovedì, settembre 02, 2004

Egregi signori,

non è importante sapere chi sono io. E' sufficiente sapere che sono una persona molto intima di Ribl (o Liberitutti, Allorarolla, Alnilam, Ribelle, Gonzo o come volete chiamarlo); talmente intima da essere in possesso delle sue chiavi di accesso a Splinder e da essere stata incaricata di recarvi questo messaggio: Ribl è partito. O, meglio: è finalmente riuscito a partire. Ha iniziato il viaggio che, da tempo, desiderava intraprendere; un viaggio che lo porterà lontano o vicino (questo dipenderà anche da voi) ma, comunque, via dal quotidiano, dalla realtà greve di tutti i giorni, dalla noia, dall'oppressione delle cose comuni. Un viaggio di sogno, da sogno, nel sogno, alla ricerca della felicità.

Mi ha detto di salutarvi. Mi ha anche detto che si metterà presto in contatto con voi, tramite me, perchè, per viaggiare, ha bisogno della vostra fantasia e del vostro aiuto. Credo che stia lavorando ad un progetto comune, nel quale vorrebbe coinvolgervi; ma non ho elementi certi in mio possesso.

Non so quando ritornerà, se ritornerà. Per il momento, vi manda a dire che sta bene e che già la sola idea della partenza lo ha reso felice. Vi lascia questa immagine, come primo indizio.

Lacio drom!

scherzo di alnilam | 13:32 | commenti (2)



lunedì, agosto 30, 2004

Che dire, poi, della mancanza? Che pensare delle scelte categoriche, drastiche, manichee che ti proiettano in un tunnel lentamente vorticoso? Riaffiora la testa, ogni tanto ed intravvedi un ologramma; ma no, ti sbagliavi: solo un'illusione. Che dire, poi, della mancanza? Che c'è. Profonda come l'istmo di Corinto, amara come la pietra del Fernet. Il destino: ha un grande senso dell'umorismo; è che io sono stufo di ridere. Qualcuno mi ha detto, cantava: chi ha tolto la spina? E perchè? I binari corrono paralleli: perchè non io?

scherzo di alnilam | 14:02 | commenti (4)



mercoledì, agosto 04, 2004

Il mito, la fantasia o la realtà raccontano che le perle, le più preziose, sbocciano magicamente all'interno delle ostriche; ma noi umani abbiamo scoperto ciò solo dopo molti millenni dalla creazione: prima, per molti anni e molti anni ancora, queste meraviglie giacevano solitarie, insospettate ospiti di strane creature marine; ma esistevano, pur se nessuno riusciva anche solo ad immaginarne la presenza. Ti prego, tu, di passaggio: domandati quanti e quali altri affascinanti tesori dormono e dove, nell'universo; e se è meglio violarne il segreto o lasciarli vivere beati, nel mondo dell'immaginazione. Trova le risposte ma non parlarmene mai: mi rasserena sapere che c'è chi sa, però io non voglio essere tra costoro; preferisco seguitare a planare, sulle ali delle correnti calde di cose che, forse, avrebbero potuto essere.

scherzo di alnilam | 16:31 | commenti (2)



venerdì, luglio 30, 2004

A volte ritornano...

Il quinto bicchiere

Adoro le tue briciole;
o, almeno,
a forza devo farmele piacere;
le intingo nella mia felicità.
Io lo so che
mi pensi solo quando vai a bere;
mi vedi, se mi vedi, solo se
vaghi sul fondo del tuo quinto bicchiere.

Adoro le tue briciole,
perchè
è tutto ciò che mi concedi in dono.
Con esse,
brucio la mia dignità
e lo so che
a te non interessa come sono:
mi ascolti, se mi ascolti, solo se
vengo nell'ombra a ricordarti un altro uomo.

Vorrei che tu sapessi che di te
amo solo le briciole
e mi basta;
per questo è meglio che si torni a bere,
sperando che il segreto ed il mio mondo
rimangano ad un sogno relegati:
entrambi naufragati
dentro al fondo
del mio cuore
o del mio quinto bicchiere.

























scherzo di alnilam | 10:59 | commenti (6)



mercoledì, luglio 21, 2004

Ondate furibonde frantumano, a volte, questa spiaggia seclusa. Inaspettate, infrangono la quiete di sole e sabbia bianca, solo a tratti distratta da resti di rara vegetazione marina. Arrivano, cariche di profumo e colore; devastano, scuotono, penetrano i miliardi di minuscoli granelli di rena, si insinuano anche tra i più piccoli anfratti, ne modificano la natura. Tutto evolve e ritorna ad uno stadio primordiale, sovvertito, ove qualunque possibilità è: vedo la croce del sud, colori tenui tendenti all'azzurro, variazioni di arancione e blu; vedo finestre illuminate e soffitti a cassettoni dipinti, passi leggeri che mi vengono incontro, aperitivi in piazza o la notte in qualche bar, gioia dietro alle stelle; percepisco aromi nuovi, invado, vìolo, possiedo e sono posseduto. Mi sciolgo e mi racconto, svelo le mie ansie, le mie inquietudini; per alcuni attimi o per una strana magia, sembra quasi che le onde ammicchino ed  abbraccino, oltre all'orizzonte ottico, anche il baluginio delle tenui lune condivise. Poi, la furia si placa: diviene dapprima meno intensa, in seguito controllabile, quindi addirittura tutt'uno con la calma abituale. Sole e sabbia bianca: questo è ciò che resta della burrasca; e, quando giunge la sera, tra le mani non ho più nemmeno il sole; mentre la spuma ritenta la sua corsa, verso consuete spiagge, oggi australi, domani chissà.

scherzo di alnilam | 14:48 | commenti (4)



lunedì, luglio 19, 2004

Ricordo ragazzi donarsi promesse, promesse... sussurrate tra vento, salsedine e capelli; rinnovate di nascosto, al buio di un campanile, mentre l'attesa consuma, brucia. Promesse di un'ultima notte, bacio o carezze che siano: non colmano il vuoto, non cambiano la sostanza di un mare piatto, senza vie di fuga, senza possibilità di onde brutali e incontenibili; ma servono, servono. Assenza: ricordo il più ricco tesoro, fermo, adagiato sul bagnasciuga; fiero, consapevole di sè ma troppo pieno di dignità per urlare la propria presenza. Ricordo distratti viandanti passargli di fianco, gonfi di esperienza, smaliziati, forse tristi e provati; li rivedo andare oltre, senza credere alla fortuna che gli si rivelava davanti. Promesse: da sussurrare, da mantenere, da sbugiardare. Ma solo se aggrappate all'anima.



scherzo di alnilam | 19:12 | commenti (1)



lunedì, giugno 28, 2004

Scendo a valle; passi aritmici, svogliati, che quasi si rifiutano di assecondare il sentiero, tanta è la penosa voglia di sovvertire anche la forza di gravità; lo zaino pesa e barcolla, passato e presente pure; il futuro, oggi come spesso gli accade, non è venuto. Davanti a me, la pianura: immensa, senza confini, senza punti di riferimento, lo sguardo che si può finalmente perdere; comincio a correre, fino a quando la mano che mi stritola il petto ha ragione delle mie gambe e riesce ad arrestarmi; sole a picco, solitudine, insetti, erba e fiori, odore di infanzia e di sciocchezze. Mi lascio andare e cado sulla schiena; respiro, respiro, respiro: pul-sa-zi-o-ni cen-tot-tan-ta. Sono prigioniero di questo guscio, scaraventato qui da chissà dove; sono pensiero puro, giusto o sbagliato non importa; vorrei essere luce; o non essere; ma nemmeno il non essere si adatta, essendo comunque uno stato dell'esistenza. In bilico tra i sensi, compio mirabili evoluzioni tra i confini della ragione; felice di perdere la vista e di sbalordire i timpani, per marcare ancora di più le distanze con il mondo fisico. Tempo... passa e mi muovo all'interno di esso. Pulsa-zioni quaran-totto: normale. Quiete. Bradicardia. Lavoro, famiglia, vacanze; mi rialzo, mi asciugo il sudore, sistemo la camicia. E' ora di tornare a casa. Mai stato in gita.

scherzo di alnilam | 13:12 | commenti (4)



lunedì, giugno 21, 2004

Conservo i segreti in un luogo riparato, lontano dai raggi del sole. Belli o brutti che siano, li coccolo, li cullo, li  nascondo ai più. Non li ostento, non li esibisco, non li condividono con nessuno; altrimenti ne perdo la proprietà: un segreto sulla bocca di tutti è spettacolo, è sindrome di canale 5, non è più un segreto. Quando confinano coi sentimenti, i segreti diventano dolci o amari; a volte, si trasformano in speranza, altre in amarezza: per questo, devono dare origine a soluzioni, pena il distacco.

scherzo di alnilam | 14:18 | commenti (3)



martedì, giugno 15, 2004

No! Resto sullo scoglio. Il mare è in tempesta e io faccio quello che posso. Lo so che sbaglio ma, santo dio, io sono qui ai quattro venti; non sono un uomo di mare eppure mi espongo, lotto, ci dò dentro; e faccio tutto quello che devo fare. Magari male ma è il massimo che posso dare. Paranoie? Certo: non mi piace il vocabolo ma diciamo che ne ho centinaia. E con questo? Non ho mai detto di essere un fenomeno, di essere in gamba, intelligente, sereno, docile. Ho sempre sostenuto il contrario; però, ho anche imparato ad essere un po' clemente, con me stesso: ne ho passate di tutti i colori, che nemmeno in tre vite normali mi sarebbero capitate. Eppure sono sempre qui, pulitino, senza donna di servizio. Quarantasei anni li ho fatti e mi sono divertito un casino. Ho sempre pagato tutto, molto caro. Non ho mai avuto sconti e non ne voglio nemmeno. Posso morire adesso e credo che mi darebbero il resto. Permaloso? Certo: la dignità è l'ultima cosa che mi resta e non sono disposto a mediare, su questo. E quindi? E quindi niente: io sto sullo scoglio. Chi mi vuole sa dove trovarmi. Chi non mi vuole vuol dire che ha di meglio.

scherzo di alnilam | 18:14 | commenti (2)




E quindi?


Uscimmo a riveder le stelle.

Un filo di perle tra Rigel e Betelgeuse, per rimanere alla giusta distanza dallo Scorpione.

Per sogni
e per chimere
e per castelli
in aria,
l'anima ho milionaria!